I Viaggi di S.Paolo

Primo viaggio apostolico

San Paolo

Barnaba e Paolo decisero di intraprendere nel 45, un viaggio missionario in altre regioni, quindi con Marco partirono per Cipro, l’isola di cui era originario Barnaba, non si conosce l’estensione della loro evangelizzazione, qui Paolo ebbe un diverbio con il mago Elimas; da Cipro i tre fecero il viaggio di ritorno ad Antiochia, toccando varie cittadine dell’Asia Minore; a Perge nell’Anatolia avvenne la cosiddetta ‘fuga di Marco’, spaventato dalle difficoltà del lungo viaggio, lasciò i due compagni e se ne tornò a Gerusalemme.
Paolo e Barnaba comunque proseguirono e a Listra, Paolo guarì uno storpio; gli abitanti li scambiarono per Giove e Mercurio e volevano offrire loro un sacrificio.

Secondo viaggio apostolico

 San Paolo

Si era nel 50 e Paolo decise di partire con Barnaba per un nuovo viaggio in Asia Minore, Barnaba propose di portare con loro il nipote Marco, ma Paolo si oppose decisamente, per non avere problemi come già successo nel primo viaggio.
Irrigiditi sulle proprie posizioni, alla fine i due apostoli si divisero, Barnaba con Marco andarono di nuovo ad evangelizzare Cipro e Paolo con Sila (O Silvano) andarono nel nuovo itinerario.
Il viaggio apostolico durato fino al 53, toccò la Grecia, la Macedonia dove Paolo evangelizzò Filippi; qui i due furono flagellati ed incarcerati, ma dopo un terremoto avvenuto nella notte e la conversione del carceriere, la mattina dopo furono liberati.
Andarono poi a Tessalonica, a Berea ed Atene, dove il dotto discorso di Paolo all’Areopago fu un insuccesso; dopo una sosta di un anno e mezzo a Corinto, ritornarono ad Antiochia.

Terzo viaggio apostolico

 San Paolo

Nel 53 o 54, iniziò il terzo grande viaggio di Paolo, si diresse prima ad Efeso, fermandosi tre anni; la sua predicazione portò ad una diminuzione del culto alla dea Artemide e il commercio sacro ad esso collegato ebbe un tracollo, ciò provocò una sommossa popolare, da cui Paolo ne uscì illeso; la comunità fu affidata al discepolo Timoteo.
Da Efeso fu di nuovo in Macedonia e per tre mesi a Corinto; sfuggendo ad un programmato agguato sulla nave su cui si doveva imbarcare, continuò il viaggio per terra accompagnato per un tratto da Luca che ne fece un resoconto particolareggiato.
Egli visitò con commozione le comunità cristiane dell’Asia Minore che aveva fondate, presentendo di non poterle più rivedere.
L’ultima tappa fu Cesarea dove il profeta Agabo gli predisse l’arresto e la prigione, da lì arrivò a Gerusalemme verso la fine di maggio 58, qui portò le offerte raccolte nel suo ultimo viaggio.

Roma: l’ultimo viaggio!
San Paolo
Porcio Festo consegnò Paolo, accompagnato da Luca ed altri prigionieri, al centurione Giulio per trasferirlo a Roma in nave. In questo difficile viaggio, descritto negli Atti 27-28, toccarono Cipro, passarono davanti a Cilicia e Pamfilia, arrivarono a Mira in Licia, poi sempre fra mille difficoltà raggiunsero Cnido, da qui passarono sotto Creta e Salamone. Dopo tanti pericoli ed una forte tempesta si fermarono a Malta a causa di un naufragio (nella Baia, chiamata oggi, di San Paolo). Durante la sosta obligatoria di tre mesi sull'isola, Paolo compì diversi miracoli guarendo tante persone. Finalmente riuscirono a partire con un'altra nave ed arrivarono a Roma nel 61 d.C. con tappe a Siracusa, Reggio Calabria, Pozzuoli, Foro Appio e Tre Taverne. Qui gli fu concesso di alloggiare in una camera affittata, dove continuò a diffondere la parola di Dio, in attesa del suo processo che non si fece mai per il mancato arrivo degli accusatori dalla Palestina. Si dice che probabilmente fu liberato attorno al 64 e poi arrestato di nuovo nel 66 forse a Nicopoli. Siccome gli “Atti degli Apostoli” terminano a Roma, non sappiamo esattamente  cosa sia successo durante questi anni. Comunque, l'Apostolo fu condotto di nuovo in una Roma in cui i Cristiani erano terrorizzati dalle persecuzioni, per questo gran parte di essi lo lasciarono solo, ma non Luca. Questa volta il tribunale lo condannò a morte in quanto Cristiano, e fu decapitato (non poteva essere crocifisso perche' era un cittadino romano) lo stesso giorno della crocifissione di San Pietro, nel 29 Giugno 67, in una localita' chiamata “Palude Salvia” (Tre Fontane oggi) vicino a Roma. I Cristiani presero il suo corpo e lo seppellirono sulla via Ostiense, dove fu poi costruita la Basilica di San Paolo fuori le Mura.

 

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